Ma perché ingrassiamo?

Maria Pia Muli ci parla delle cattive abitudini ed errori alimentari che ci portano ad ingrassare.

Il problema della gestione del proprio peso corporeo è quanto mai attuale e, se non ben controllato, predispone all’insorgenza di una serie di patologie di tipo dismetabolico.

Cerchiamo di comprenderne un po’ di più.

L’assunzione dello stesso quantitativo di calorie dalla dieta può avere effetti metabolici completamente diversi: la concentrazione di cibo nelle ore serali, ad esempio, fornisce all’organismo uno stimolo metabolico inappropriato, poiché concentrato in un orario in cui si prepara al riposo e alla depurazione; viceversa una buona colazione costituisce il segreto per affrontare la giornata con la giusta dose di energia.

Ma non basta dire “fai una buona colazione”: occorre capire quali sono gli alimenti più appropriati per la tipologia metabolica del soggetto in questione. Lo stesso per quanto riguarda la cena in cui si tende ad eliminare completamente i carboidrati, cosa che può non essere sempre vantaggiosa.

Il bilanciamento dei nutrienti nei vari pasti, la qualità e la varietà degli alimenti ingeriti, costituiscono altri elementi fondamentali nella gestione della propria salute.

Gli errori alimentari, infatti, si traducono in una cascata ormonale, che favorisce il rilascio in circolo di citochine responsabili di processi infiammatori silenti, associati al fenomeno della resistenza insulinica periferica, dell’ accumulo di grasso, soprattutto a livello addominale, e alla difficoltà di perdere peso. Ne risente anche la qualità del sonno e la comparsa di sensazioni sgradevoli, quali irritabilità, dolori migranti, senso di pesantezza dopo i pasti, difficoltà digestive ed altro.

Analizziamo le cause principali che ci portano ad ingrassare:

  1. Errata distribuzione dei pasti nella giornata (es. colazione scarsa e cena abbondante)
  2. Indice glicemico della dieta troppo elevato: troppi zuccheri semplici, anche dolcificanti ipocalorici, e cereali raffinati
  3. Introduzione di cibi densi dal punto di vista calorico, ma poco nutrienti (junk food), che porta alla ricerca di cibo difficile da controllare, perché generata da carenza di micronutrienti essenziali per il metabolismo
  4. Picchi glicemici dovuti a pasti troppo abbondanti, seguiti da digiuni prolungati
  5. Diete ipocaloriche frequenti e prolungate, che forniscono all’organismo messaggio di tipo anabolico e di costruzione di grasso corporeo, come risposta adattativa ancestrale
  6. Mangiare in maniera frettolosa e vorace, senza darsi il tempo di assaporare e di percepire i sapori dei cibi: ci si accorge di aver mangiato in maniera esagerata troppo tardi
  7. Mangiare mentre si stanno svolgendo altri compiti (lavorare al computer, parlare di lavoro)
  8. Introduzione di un eccesso di sale nella dieta: ricordiamo che il sale serve a legare acqua libera negli alimenti e per lo stesso fenomeno causa ritenzione idrica nel nostro corpo
  9. Mancato bilanciamento dei nutrienti all’interno del pasto: spesso si ha una carenza di proteine, che producono un effetto saziante, e uno sbilanciamento a favore di grassi e carboidrati
  10. Eccesso di sedentarietà: una corretta pianificazione dell’attività fisica porta a migliorare la massa magra, responsabile del mantenimento di un buono stato di salute e di un adeguato metabolismo basale
  11. Stress psico-fisico, che porta ad una alterazione del ritmo del cortisolo, responsabile di stimoli ormonali legati all’accumulo di grasso (lipogenesi)

E’ evidente come spesso accada che mangiando di più e meglio, con più gusto e partecipazione, si possano raggiungere risultati insperati: dottoressa mangio più di prima, eppure dimagrisco!

L’aiuto del Nutrizionista è importante per comprendere gli errori alimentari e le modifiche comportamentali da apportare alla propria alimentazione e stili di vita: quindi molto più complesso del semplice conteggio delle calorie giornaliere.

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