La vitamina D

La vitamina D da sempre conosciuta per il rafforzamento delle ossa è un elemento essenziale per la nostra salute.  Negli ultimi anni si è stato scoperto che questo nutriente interviene nel funzionamento di quasi tutti gli organi e i tessuti, e che il suo apporto è essenziale per i processi metabolici di intestino, cervello, cuore, pancreas, pelle e linfociti.

Diversi studi hanno dimostrato che circa l’80-90%delle persone che vivono in paesi industrializzati e moderni soffrono di una lieve fino ad una pronunciata carenza di vitamina D. Le ragioni per la quale si soffre di una mancanza di vitamina D possono essere molto varie e sono relative allo stile di vita e all’habitat. Può anche essere dovuto ad un unico motivo o a vari contemporaneamente.  

Gli effetti della vitamina D sulla salute sono molteplici:

– Migliora il funzionamento di ossa e articolazioni;
– Rafforza i denti;
– Controlla l’assorbimento di calcio nell’intestino;
– Contribuisce al mantenimento di un sistema immunitario sano e alla prevenzione delle infezioni;
– Favorisce la sintesi degli antibiotici endogeni;
– Preserva il funzionamento dei muscoli;
– Interviene nella divisione cellulare;
– Riduce le infiammazioni nel corpo;
– Favorisce l’quilibrio ormonale;
– Riduce lo stress ossidativo;
– Favorisce la trasmissione ottimale del segnale tra le cellule;
– Migliora l’equilibrio interiore e qualità del sonno;
– Aumenta la capacità di adattamento alle situazioni di stress;
– Migliora il rendimento intellettuale;
– Favorisce la concentrazione e il benessere;
– Migliora il rendimento nelle prestazioni sportive.

In definitiva, una carenza di vitamina D conduce, alla lunga, all’insorgenza di una qualche malattia.

Vitamina D3 o D2?

Gli studi clinici hanno rivelato che la vitamina D3 è molto più efficace che la vitamina D2. L’assunzione di vitamina D3 aumenta i livelli di vitamina D nell’organismo.

Le persone che prendono vitamina D3 ottengono il doppio del livello di vitamina D nel proprio corpo, rispetto a quelle che prendono vitamina D2.


La vitamina D e la protezione genetica

Secondo uno studio dell’Università di Oxford, i geni di tutte le cellule del corpo necessitano di un apporto adeguato di vitamina D per funzionare correttamente. I recettori genetici hanno bisogno di ricevere sufficiente quantità di vitamina D per funzionare in maniera ottimale, prevenendo l’insorgenza di malattie.

La carenza di tale vitamina può provocare malattie gravi, per cui è essenziale la sua assunzione per mantenere la salute.

QUALI SONO GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELLA VITAMINA D?

L’apporto di vitamina D è cruciale, non solo per mantenere ossa e denti forti e sani, ma anche, per prevenire la comparsa di diverse malattie, come le malattie cardiovascolari, tumori, rachitismo, psoriasi e altre patologie come la sindrome premestruale, il mal di schiena e alle ossa, l’osteoporosi, l’ipertensione, il diabete di tipo I, le patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, l’artrite reumatoide, la depressione, i disturbi neurologici e del sistema immunitario (sclerosi multipla).

Quali sono le cause più comuni di carenza di vitamina D?

Non ricevere sole a sufficienza durante i mesi invernali

Pochissima esposizione ai raggi solari durante i mesi estivi

Rimanere sempre in luoghi chiusi (per ragioni lavorative)

  • Uso eccessivo dei protettori solari: anche un fattore 8 di protezione solare blocca la produzione di vitamina D del 95%. L’ideale è esporsi nelle prime ore del mattino (fino alle 9,30-10,00) e le ore tardo-pomeridiane (dopo le 17,30-18,00), oppure per pochi minuti, senza protezione solare. Tutto questo, naturalmente, deve essere adattato al tipo di pelle specifico di ogni persona, tenendo conto anche dell’importanza di questa vitamina. Il periodo di tempo va selezionato in modo che non si produca, in nessun caso, un eritema durante l’esposizione al sole. Anche l’esposizione  dietro il vetro di una finestra è in grado di bloccarne la produzione a livello cutaneo.
  • Insufficienza di vitamina D nell’alimentazione
  • Consumo di medicine o di alcool
  • Sovrappeso
  • L’avanzare dell’età: con l’età il corpo perde gradualmente la capacità di sintetizzare la vitamina D tramite la luce del sole, sebbene aumenti la necessità di disporre di maggior quantitativo di vitamina D nell’organismo.

Come identificare una carenza di vitamina D?
I sintomi che indicano una mancanza di vitamina D nel sangue sono molto vari. I primi sintomi sono:

  • La stanchezza e l’affaticamento
  • Umore depresso
  • Languore
  • Nervosismo
  • Insonnia
  • Desiderio di mangiare dolci
  • Stanchezza muscolare
  • Carie e gengiviti

In seguito potrebbero verificarsi altri sintomi, che sono reversibili con l’assunzione adeguata di vitamina D:

  • Rachitismo nei bambini
  • Osteomalacia (indebolimento delle ossa)
  • Osteoporosi (ossa fragili)
  • Dolore muscolo-scheletrico
  • Suscettibilità alle allergie
  • Infezioni delle vie respiratorie
  • Sindrome pre-mestruale
  • Senso di debilitazione muscolare

Se la mancanza di vitamina D nel sangue continua, può causare i seguenti sintomi, i quali possono alleviarsi con il trattamento adeguato:

  • Malattie autoimmuni
  • Reumatismi e disturbi degenerativi
  • Fragilità ossea
  • Reazioni d’intolleranza agli alimenti ed allergie da contatto

Studi recenti suggeriscono che la deficienza di vitamina D nel sangue sia associata allo sviluppo di:

  • Malattie cardiovascolari
  • Arteriosclerosi
  • Fibromialgia
  • Psoriasi
  • Ipertensione
  • Artrite reumatoide

QUALI SONO LE FONTI DI VITAMINA D? 

La vitamina D non è una vitamina tipica, dato che si riceve in diversi modi: tramite l’alimentazione e mediante l’esposizione della pelle alla luce del sole (raggi UVB), i quali sono in grado di convertire deidrocolesterolo (derivante dal colesterolo) in previtamina D3, precursore della forma attiva della vitamina, che si attiva quando il corpo lo necessita.

Fino al 90% della vitamina D si genera a seguito dell’esposizione della pelle alla luce solare, mentre solo dal 5 al 10% circa della vitamina D necessaria viene assorbita dal corpo tramite l’alimentazione, attraverso l’assunzione regolare di pesce fresco, latte, tuorlo d’uovo e formaggio.

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